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giovedì 29 settembre 2011

Bletilla Striata, ci riproviamo


Ed eccoci di nuovo con la vecchia bletilla striata. Ci riproviamo. Questa primavera siamo riusciti a farla fiorire, e almeno per un fiore siamo riusciti anche nell'impollinazione che ha portato alla formazione di una capsula. Comparata con le capsule delle bletille trovate all'Orto Botanico di Padova, è parecchio più piccola e striminzita, ma ciò nonostante pare bella sana e piena di semi.


La sterilizzazione è stata effettuata passando la capsula prima in una provetta con alcol con l'aggiuta di una goccia di detersivo per piatti (per rompere la tensione superficiale) e poi, sempre nella stessa provetta, con l'aggiunta di candeggina commerciale. La semina è avvenuta con l'ausilio della nuova cappa sterile, in vasetti contenenti vari substrati, a piena e a mezza concentrazione, semplici e addizionati di siero di cocco (l'acqua che si trova all'interno dei cocchi in commercio nei supermercati) e di polpa di banana, nella misura di 50ml e 50g rispettivamente per 450ml e 500ml di substrato. La capsula era effettivamente piena di semi, già apparentemente secchi al suo interno il che, a meno che non siano sterili di loro, dovrebbe garantirne la germinabilità. L'impollinazione era avvenuta a fine marzo, quindi la capsula aveva circa 6 mesi di vita.

lunedì 21 marzo 2011

Fioritura bletilla

La Bletilla Striata, rispetto alle orchidee che si trovano normalmente in commercio, epifite e tropicali prevalentemente, e con le quali finora ho avuto a che fare per quanto riguarda la riproduzione, è abbastanza diversa. E' un'orchidea terricola, decidua, i cui semi, unici tra tutte le orchidee, hanno un minimo di endosperma che può anche permetterne la germinazione in assenza di simbionte.
Sta fiorendo in questi giorni, dopo che l'anno scorso era andata a vuoto. Oggi ho provato con l'impollinazione e ne ho notato un'altra particolarità. Il polline non è contenuto in sole due sacche polliniche come nelle orchidee con cui ho avuto a che fare finora, ma in quattro. In più queste quattro sacche non sono dure e compatte come per le phalaenopsis o i cymbidium, ma morbide e untuose, come se il polline fosse libero, e non rinchiuso in un involucro.

Il fiore è molto delicato e l'impollinazione per questo è stata un po' difficoltosa in quanto è facile rovinarlo. In più, con il fatto che il polline è morbido e tende a sfaldarsi non sono sicuro di averlo inserito correttamente nel pistillo. E poi con la Bletilla ho uno strano karma negativo.
Vediamo nei prossimi giorni.

giovedì 4 marzo 2010

Ammettere la Sconfitta


Ho ceduto. In fondo è stato un po' ammettere la sconfitta. I semi di bletilla, quella che tutti danno come l'orchidea più facile da seminare, a me non hanno germogliato. Può darsi che sia un problema di semi troppo vecchi, o sterili. Ma io voglio pensare che sia in realtà un problama di cattivo karma. Nelle mie relazioni con la bletilla ci sono solo stati disastri. Semi sparsi ovunque, muffe, fiasche cadute. E naturalmente la mancata germinazione. Ce ne sono ancora di fiasche qua e là nella scatola che mi fa da serra. In Phytamax, in Germination Media, in Murashige&Skoog, in Repleting Media, a piena concentrazione, a concentrazione dimezzata. Niente. In rete c'è gente che la fa germinare in semplice terra, su corteccia, su sfagno. E io niente. Sia chiaro, i vasetti li tengo lì, non li butto, però il sospetto che abbia fallito c'è tutto, sempre più forte.
E così l'altro giorno ho ceduto e mi sono aggiudicato un lotto di bulbi di bletilla sul famoso sito di aste on-line. La bletilla striata a quanto pare è un bene prezioso. Forse non si arriverà al punto di usarne i bulbi come moneta di scambio come si faceva in Olanda nei secoli trascorsi, ma le quotazioni di queste piante raggiungono cifre ragguardevoli in aste serratissime. Alla fine la mia comunissima bletilla violetta l'ho portata via per poco più di 10 euro, ma ci sono varietà di bletilla azzurra, bianca, crema, che schizzano a 40 e passa euro per qualche bulbetto.
Il rivenditore era in Inghilterra, e in una settimana mi è arrivato il pacchetto. E' sempre un'emozione rara aprire un pacchetto.
Dentro c'erano 5 o sei bulbi di varie grandezze già con il loro bel germoglio avvolti in sfagno umido. Li ho piantati in un vaso capiente con terriccio, corteccia, sabbia e un po' di akadamatsuchi che ho preso a un prezzo scandaloso per trapiantare il mio ume portato dal Giappone. Vediamo che succede.
Con lo sfagno che avvolgeva le radici ho provato un nuovo esperimento. L'ho messo in un barattolo e ci ho seminato un po' dei semi che ancora mi avanzavano. Magari lo sfagno è impregnato di micorriza specifica per bletilla. Vedremo, tentar non nuoce. Tanto ormai.

mercoledì 7 ottobre 2009

Isteria

Adesso che le mani hanno smesso di tremarmi posso scrivere sulla tastiera. Sono state 36 ore di'inferno. Tutto ciò che poteva succedere è successo. Alla fine, di un migliaio di semi dell'appena giunta bletilla striata, ne sono riuscito a seminare 5, forse 8 in tre fiasche. E non è nemmeno detto che siano fertili. Ecco che la rabbia ricomincia a farmi tremare le mani. No, devo stare calmo.
Insomma, sti c...o di semi di bletilla non ne vogliono sapere di stare in ammollo. Continuano a galleggiarsene belli belli sulla superficie dell'acqua zuccherata. Anche dentro la siringa si ammassano. Peggio. Nella siringa in plastica si attaccano alla parete come se fossero incollati. Lo stantuffo li ammassa ancora di più. Così non ci sarà verso di farli uscire. Idea. Ci metto una goccia di detersivo per piatti. Spezza la tensione superficiale e magari mi rimuove anche il rivestimento ceroso (presunto) dei semi. Mentre cerco di aprire la siringa con dentro i semi, lo stantuffo si blocca, forzo, forzo troppo e la siringa si apre in modo inconsulto versando il suo contenuto, acqua zuccherata e semi di bletilla su tutto il tavolo. Orrore. Che faccio. Li rimetto nella siringa. Aspiro pian piano l'acqua mista semi dal tavolo con la siringa e li verso in un bicchiere. I semi iniziano a diminuire. Ne saranno andati persi a centinaia per la cucina. Fortuna che non sono radioattivi. Cerco di rimetterli nella siringa. Ma intanto la goccia di detersivo incomincia a fare schiuma. Tanta schiuma. E mi domando come sia possible che una piccola, piccolissima goccia di detersivo per i piatti faccia così tanta schiuma. Travaso il tutto aggiungendo acqua distillata per diluire il detersivo. Travaso, travaso. Alla fine dopo mezz'ora di travasi ho tre bicchieri pieni di schiuma, semi, acqua sempre meno zuccherata. Sempre meno semi restano nel bicchiere in cui li vado radunando. Alla fine ritengo che non ci sia più detersivo. Sul fondo della tazza saranno rimasti una trentina di semi. Via, non è poi malaccio. Così radi nella fiasca non ci sarà bisogno di ripicchiettaggio. Vuoto i bicchieri con l'acqua saponata. Faccio per prendere la tazza con dentro i semi ma dentro non è rimasto nemmeno un seme. Ma manco uno. Magia? Non lo so, ancora non me ne capacito. E anzi è meglio se smetto di pensare a come possano essersi smaterializzati perché la cosa un po' mi intimorisce un po' mi fa tremare le mani di rabbia. Sono senza semi. Che fare. Guardo sul tavolo e vedo che ci sono delle gocce avanzate dal primo incidente in cui sono rimasti un po' di semi. Con la siringa cerco di aspirarne. Mi sento come i tossici che leccano le rane velenose. Riesco a recuperane qualcuno.
Li rimetto in acqua e zucchero, ma adesso uso la siringa in vetro. Un residuato bellico che però fa il suo dovere perché i semi non si attaccano alle pareti. Oramai è mezzanotte, tempo di andare a letto. Appoggio il bicchiere con dentro dei semi che non ho voglia di aspirare con il solito lavoro certosino e sopra appoggio la siringa, orizzontale perché i semi non ne vogliono sapere di stare immersi e così almeno sono completamente a contatto con l'acqua. Mi assicuro che la siringa sia stabile. La guardo. E' perfettamente ferma. Mi giro per andarmi a lavare i denti e immediatamente un rumore secco e sinistro mi annuncia che la siringa è caduta a terra andando in frantumi con tutto il suo contenuto. La stessa forza che ha fatto sparire i semi ha spinto la siringa giù dal bicchiere, ok va bene, io sono anche mona che l'ho appoggiata sul bicchiere. Ad ogni modo, ora mi trovo con il pavimento pieno di vetri accuminati, acqua zuccherata e semi di bletilla striata. Cerco di contenere la crisi isterica che mi sta assalendo e mi metto a raccogliere i vetri. Mi taglio anche un dito. Con un panno asciugo il pavimento che sento diventare appiccicoso. Per un attimo penso di sciacquare il panno usato e recuperare qualche altro seme. Poi desisto. Guardo nel bicchiere. Qua e là dei puntini ondeggianti mi rassicurano sul fatto che qualche seme è rimasto.
Decido di andare a dormire anche se so che non sarà facile addormentarsi. Il nervoso mi scuote.
Dormo male, un sonno agitato da sogni strani. Vedo la mia ragazza completamente ricoperta di tatuaggi dai colori sgargianti come un capo yakuza. Di fronte al mio stupore, mi guarda con sufficienza chiedendomi "che c'è".
Mi sveglio con la bocca impastata e il torcicollo che sono le 6.30 di mattina. Ho un solo pensiero in testa. Bevo un caffé in fretta e preparo la cappa sterile. Non posso usare la siringa in plastica e la siringa in vetri è andata in frantumi, così riciclo una pipetta in vetro di un flacone di soluzione di iodio. Beccare quei pochi semi rimasti da dentro la cappa sterile è un'impresa, per lo più vado a intuito sperando che qualcosa dentro le fiasche effettivamente ci finisca.
Metto le fiasche nella piccola serra ma non sono soddisfatto.
Passo il resto della giornata scosso dall'inquietudine.
Devo fare qualcosa.
Devo riprendere i semi di bletilla ma il nervoso è tanto e così oltre che dal mio dealer ne acquisto di un'altra varietà da un negozio on line inglese. Poi, compulsivo, ordino in Thailandia dei semi di Cattleya. Ma non basta, e preso dal raptus mi getto su un lotto di semi di dendrobium draconis e uno di phalenopsis cornu - cervi.
Adesso va un po' meglio. Speriamo arrivino presto.

martedì 6 ottobre 2009

Bletilla Striata


E' arrivata oggi. L'avevo ordinata la settimana scorsa e il mio "dealer" è sempre molto rapido ed efficiente.
Nella busta c'è una piccola capsula in plastica. Dentro la solita polverina grigia. No, ovviamente non è eroina. Sono semi di Bletilla Striata. Ne ho acquistati 300 ma secondo me ce ne saranno un migliaio dentro.
La Bletilla è un'orchidea terrestre originaria dell'Asia Orientale, Taiwan, Cina e Giappone. Ha foglie slanciate e affusolate e piccoli fiori, molto regolari, di colore viola o bianchi. Si sviluppa in cespi folti producendo dei tuberi globulari. E' abbastanza resistente al freddo, e se l'inverno non è troppo rigido, pare che possa essere lasciata all'aperto. Da qualche parte ho letto che in alcune zone dell'appennino delle varietà di bletilla si sono inselvatichite.
I semi che ho preso, vi è scritto sulla bustina dentro cui è posta la capsula, sono di Bletilla color viola.
A prima vista i semi paiono più grossi (se qualche frazione di millimetro si può considerare "grosso") e pesanti di quelli di Phalaenopsis. Forse è per questo che sono considerati di piuttosto facile germinazione e rapida crescita, avendo un minimo di riserva di nutrimento in più rispetto a quelli delle epifite.
Intanto, essendo i semi secchi, li ho messi nella solita soluzione di acqua demineralizzata e zucchero per farli riavere e un po' e attivare eventuali spore dormienti di muffe che verranno poi eliminate nella successiva sterilizzazione.
Altra cosa che salta subito all'occhio come differenza rispetto ai semi di Phalaenopsis è il fatto che i semi galleggino sull'acqua. Cosa che avevo già notato con i semi di alcune orchidee terrestri nostrane che avevo provato a seminare, con un discreto insuccesso, tempo addietro. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i semi sono particolarmente secchi, o a qualche tipo di strato protettivo ceroso. A questo proposito sto valutando l'impotesi di aggiungere una goccia di detersivo all'acqua per rompere eventuali tensioni superficiali che possano proteggere batteri e muffe.