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domenica 20 gennaio 2013

Vasetti di Neofinetia

Questo invece è lo stato della Neofinetia Falcata da autoimpollinazione, ancora quella del 2011 in quanto i baccelli delle impollinazioni 2012 hanno tutti abortito.
La crescita è molto discontinua, sia tra barattolo e barattolo ma anche all'interno dello stesso contenitore. Purtroppo la mancanza di tempo non mi ha permesso di tenere un resoconto dei vari tipi di substrato utilizzati per le varie semine e soprattutto per i ripicchiettaggi per cui ora non so cosa abbia dato migliori risultati. Alcune piantine hanno fatto browning out, all'interno di un unico barattolo, ma anche in maniera casuale all'interno di un unico vasetto. Nell'immagine sopra si possono notare. In alcuni substrati le radici sono cresciute molto, anche penetrando all'interno della gelatina, in altre invece le radici non si sono sviluppate affatto ma nonostante ciò le foglie appaiono comunque in gran forma.
Venendo alle foglie delle piccole Neofinetie, dopo un periodo di stasi in estate hanno ripreso a crescere. In questo momento è tenuta a temperatura di circa 20-25 gradi con luce artificiale e sembrano aver ripreso un po' di crescita, con foglie nuove e allungamento delle vecchie. Alcuni barattoli sono stati invece tenuti fuori, ma sempre in casa con riscaldamento, ma luce naturale. La Neofinetia Falcata è un'orchidea che in natura vive a latitudini simili alla nostra, con variazioni di temperatura e luce a seconda della stagione.

lunedì 11 giugno 2012

Il Leviatano


Non è un grumo di semi germinato tutto insieme, ma una proliferazione di gemme apicali da alcuni embrioni di neofinetia falcata.
Purtroppo non ho ancora trovato un modo per scrivere i dati delle fiasche in modo che resistano alla sterilizzazione. (Falso in realtà, il metodo c'è, l'ho usato in passato, ma richiede tempo e io mi stufo.) Comunque il punto è che credo che il barattolo faccia parte di una partita di fiasche in cui avevo addizionato acqua di cocco. E questo potrebbe essere il risultato degli ormoni presenti nel liquido che ha stimolato la proliferazione apicale creando questo mostruoso grumo di protocormi gemelli che stentano a emettere foglie e temo moriranno miseramente.
Fortunatamente non è toccata la stessa sorte a tutti i protocormi della fiasca. Alcuni se la stanno cavando egregiamente anche se in realtà non paiono avere una marcia in più rispetto a quelli su substrati standard per cui credo che non proseguirò su questo filone.

domenica 28 marzo 2010

Neo-Neofinetia Falcata

Ecco un altro degli arrivi diretti dal Giappone. Un'altra Neofinetia Falcata. E' piccolina, solo due apici, pochi centimetri in tutto, montata su muschio in un proporzionalmente piccolo vaso di coccio. Tutte le lunghe radici al vento.
A prima vista sembrava aver sofferto parecchio per il lungo viaggio, chiusa in un contenitore di cartone di caffé Doutor (nota catena giapponese tipo Starbucks) e stipata nel bagaglio a mano della stiva che, come ho avuto modo di misurare con l'igrometro in un viaggio, ha tassi di umidità relativa attorno al 10%. Roba da deserto arabo.
L'avevo messa per un po' nell'"incubatrice" con le phalaenopsis appena sfiascate.
In realtà penso che il colore un po' sbiadito tipo latte-menta sia proprio una caratteristica di questa varietà. La neofinetia pare infatti abbia una grande variabilità genetica. A riprova del fatto che tuttosommato è in forma c'è un accenno di foglia nuova che fa capolino da qualche giorno da uno dei due apici e una radice che ha preso a crescere. Altra particolarità è proprio la punta nuova delle radici che è di un bel color rosso rubino.
Adesso sta nell'intercapedine delle doppie finestre assieme alle altre compagne nipponiche.