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lunedì 13 aprile 2015

Fallimento Cymbidium Goeringi

Inutile illudersi, quando un progetto è fallito bisogna ammetterlo. Non posso nascondere che a momenti ci avessi quasi sperato, ma sin dall'inizio il cymbidium goeringi si è dimostrato un osso duro. Da quello che leggo in giro i cymbidium in generale sono particolarmente difficili da tirar su da seme e con tempi biblici, la varietà goeringi poi è anche peggio, con tassi di germinazione bassissimi, costituzione debole e facilità all'imbrunimento dei protocormi. I trapianti sono serviti a poco, anzi, dopo ogni trapianto le morie si facevano ancora più frequenti, segno di una certa delicatezza e insofferenza al maneggiamento.
Di fiasche ne erano rimaste solo 2 ma da mesi i protocormi non davano più segni di vita, ormai completamente sbiancati. Mi illudevo potesse trattarsi solo di stasi invernale ma adesso che persino le neofinetie, le bletille e le neofinetie (tutte originarie della stessa latitudine) sono sveglie e pimpanti, devo accettare che il progetto shunran è definitivamente giunto al termine. E, dati i tempi e gli scarsi risultati, non credo che ve ne saranno di nuovi in futuro.

lunedì 23 dicembre 2013

Con calma. Sempre.

Un anno e mezzo dopo la semina (e con quasi 6 mesi di maturazione delle due capsule che hanno sfiancato la pianta madre) la situazione delle fiasche di Cymbitium Goeringi è circa questa. Non molto in realtà. Ma in questa specifica fiasca qualche novità c'è stata. Una delle radichette di questo stadio della pianta che non è più un protocormo ma non ha ancora sviluppato foglie, ha toccato la parete del vaso. Da qualche parte, forse su un libro giapponese sulla coltivazione delle orchidee selvatiche, lessi che le plantule di cymbidium goeringi (che loro chiamano orchidea di primavera) avrebbero sviluppato foglie quando le radici avessero riempito il vasetto.
Effettivamente qualcosa è successo, come si può notare nella foto sopra. La punta della radice, dopo aver sbattuto sul vetro, si è divisa in numerose sotto-radici disposte a raggiera, abbastanze diverse per forma e tipologia da quelle principali. La speranza è ovviamente che ciò sia il preludio allo spuntare della prima agognata fogliolina.
I manuali di coltivazione, dei cymbidium in generale e del goeringi in particolare, per avere i migliori risultati di vegetazione e fioritura raccomandano sempre di utilizzare vasi abbastanza piccoli dove le radici possano stare piuttosto strette.

giovedì 10 gennaio 2013

Rizomi

Ed ecco cos'è successo al Cymbidium Goeringii, l'orchidea a più lenta crescita dell'universo. Siamo a più di due anni dalla semina, quasi tre dall'impollinazione, chissa a quanto dalla prima foglia (se mai ci sarà) e a forse un decennio da un'eventuale fioritura.
Tutto ciò che è presente sul substrato sono dei grovigli di protuberanze pelose di un verde più o meno intenso. Il mio nuovo testo di riferimento "ふやして楽しむ野生ラン"(traducendo liberamente, divertiamoci con la riproduzione delle orchidee selvatiche) realizzato dalla società orchidofila di Tokyo, dice che è tutto normale, che la crescita è estremamente lenta (e questo l'avevamo capito) e che quando si effettuano trapianti è sempre meglio mettere molte piantine, o grumi di rizomi sarebbe meglio dire, asssieme perché da soli tendono a morire più facilmente. Che soffrano di solitudine? Il testo continua dicendo che quando l'estremità di un rizoma viene a contatto con una parete del barattolo si ha l'emissione della prima foglia. Con i ritmi di crescita attuale potrebbe volerci un anno o più. Per accellerare le cose consigliano di utilizzare dei fitormoni: NAA (Auxina) e BA (Benziladenina), che però a quanto pare sono entrambi composti piuttosto termolabili e quindi andrebbero inseriti in un substrato sterilizzato non in pentola a pressione come al solito, ma con filtri microbici. Insomma, tutto sempre più complicato per cui penso che per ora rimarrò in attesa di sviluppi o ispirazione.
Per ora sto mantenendo i barattoli in casa, a temperatura tra 17° e 20°, e con luce naturale giacché si tratta di una specie che vive a latitudini dove vi sono le quattro stagioni.

giovedì 24 maggio 2012

La semina era stata fatta "solo" 8 mesi fa.
Il substrato è un phytamax classico, tenuto molto morbido. In alcuni avevo aggiunto anche dell'acqua di cocco mi pare di ricordare anche se è passato davvero molto tempo.
Di vasi ne erano stati preparati parecchi, forse una decina, i semi erano abbondantissimi.
Non c'è molta letteratura on-line sulla semina del cymbidium, soprattutto di questa particolare varietà. Quel che c'è conferma effettivamente i tempi molti lunghi di maturazione delle capsule (tra le più lunghe nel mondo delle orchidee) e di germinazione. Da qualche parte avevo anche letto della necessità di tenere i contenitori inoculati al buio per un certo periodo, cosa che effettivamente ho fatto ma non so sei ciò sia stato o meno determinante, anzi, potrebbe paradossalmente aver allungato i tempi. Ed effettivamente, qualche mese dopo la semina, timidi accenni d rigonfiamento dei semi, poi comunque "bruciatisi", c'erano stati.
Adesso pare che dei protocormi si stiano formando, solo in due contenitori in verità, e con la solita esasperante lentezza. Il tasso di germinazione è stato comunque bassissimo.
Le fiasche sono state posizionate ora in posizione sud-ovest con vetro "schermato" per evitare l'insolazione diretta.
Da qualche altra parte ho letto che questa specie, prima di dare vita a foglie, passa un certo periodo a formare una specie di rizoma a partire dal protocormo. Il tutto, ne sono certo, avverrà con graaande calma.

giovedì 29 settembre 2011

Semina Cymbidium Goeringii


Ed eccoci qua al gran momento. Sono passati circa 6 mesi dall'impollinazione avvenuta a marzo. Per certi cymbidium danno tempi di maturazione anche superiori all'anno. Sul cymbidium goeringi, specie asiatica diffusa in Cina e Giappone, non c'è in realtà molta letteratura, almeno on-line. Così sono dovuto andare un po' a occhio. Il trucco è stato quello di dare dei piccoli colpetti sulla capsula con l'unghia. Sebbene fosse ancora bello verde, ultimamente faceva un rumore un po' sordo, come certe zucche che iniziano a seccare. Dato che di capsule ne ho due, ho deciso di provare con una.
Fatta la solita sterilizzazione con alcol e detersivo prima, con candeggina poi. In questo caso ho anche effettuato una piccola tolettatura delle estremità secche della capsula che è davvero di dimensioni considerevoli.
La semina è avvenuta in cappa sterile su substrati vari: phytamax a concentrazione piena, phytamax a concentrazione più blanda (aggiunta di circa un 10-15% in più di acqua distillata) addizionato di acqua di cocco e addizionato con banana.
Ed ecco la capsula aperta. Di semi ce n'erano davvero un quantitativo notevole. Pur avendo seminato 7 vasetti circa, ne sono avanzati moltissimi.


Così li ho raccolti su un foglio di carta, e dopo averli fatti asciugare per bene li raccoglierò in una bustina conservandoli in frigorifero.


Pare che il cymbidium goeringii sia abbastanza difficile da far germinare in vitro per via asimbiotica. Mi chiedo se con i substrati approssimativi che ho realizzato riuscirò ad avere qualche risultato. Su alcuni testi si parla anche di un periodo di buio che i semi debbano trascorrere prima di germinare. Altri dicono che in realtà il periodo di buio aiuta a sviluppare le foglie ma non le radici. Insomma non si capisce molto.
Ciò su cui tutti paiono concordi sono i tempi biblici per la germinazione delle terricole tropicali e sub-tropicali. Prima che spunti la prima foglia possono passare anche due anni in cui dal protocormo iniziale si sviluppa prima una specie di rizoma che solo dopo che si è sviluppato a sufficienza darà vita al primo germoglio.
In ogni caso non credo che impollinerò nuovamente i fiori di questa orchidea. I due baccelli erano davvero grossi, per portarli a maturazione la pianta deve aver fatto uno sforzo notevolissimo, tanto che quest'anno non ha emesso nemmeno un nuovo getto fogliare e ho idea che non produrrà nessuna fioritura la prossima primavera. Il cymbidium goeringii infatti emette i boccioli alla fine dell'estate, così che siano pronti a germogliare ai primi caldi della primavera (da cui il nome giapponese "shunran", orchidea di primavera). Al momento però dei nuovi boccioli non si vede nemmeno l'ombra.

sabato 11 giugno 2011

Capsule Cymbidium Goeringi

La "gestazione" del cymbidium goeringi (shun-ran 春欄 in Giappone, terra da cui proviene), prosegue. L'impollinazione è stata effettuata a fine marzo e da allora le capsule hanno continuato a ingrossare con una certa regolarità e ora sono così grosse che danno più di un pensiero sulla resistenza dell'esile stelo che le sostiene. Per ora reggono nonostante i nubifragi di questi giorni.
Relativamente ai tempi di maturazione, stando al materiale che si trova in rete, per i cymbidium generici vengono dati 7-10 e più mesi il che la fa veramente sembrare una gravidanza...
Per ora le capsule sono di un bel verde brillante e in vero paiono dare l'impressione di voler crescere ancora un po'. Bisognerà magari vedere con quali temperature procederà la stagione.
Il quantitativo di semi che produrranno sarà davvero impegnativo da gestire nei vasetti di germinazione a volerne seminare il più possibile.
Certo che una riflessione sul perché i frutti/semi di orchidea ci mettano così tanto a maturare sorge spontanea. Verrebbe logico da pensare che un seme che ha praticamente solo il germe, dovrebbe metterci pochissimo ad essere pronto al rilascio nell'ambiente. L'evoluzione avrà sicuramente i suoi buoni motivi.

mercoledì 20 aprile 2011

Impollinazione decisamente riuscita


Impollinazione incontrovertibilmente riuscita per il nostro shun-ran (cymbidium goeringi).
La cosa singolare, per noi che non abbiamo di meglio da stupirci nella vita, è che il fiore impollinato dura molto di più di quello non impollinato, come si può notare dalla foto sopra. Quello più a sinistra è avvizzito ripiegandosi su se' stesso, mentre i due di destra non solo sono più belli che mai, ma il loro stelo ha incominciato ad allungarsi dando maggiore visibilità al fiore che senza "collo" era decisamente modesto, tanto più che non è che abbia colori propriamente sgargianti.
Nel frattempo, come si evince dalla foto sotto, l'attaccatura del fiore ha iniziato a gonfiarsi formando la capsula.

Restano ora i dubbi sui tempi di maturazione della capsula che, a quanto si apprende, per i cymbidium ibridi commerciali, è di quasi un anno. A giudicare dalla rapidità con cui si sviluppa, per questa orchidea semi-selvatica, i tempi potrebbero essere più corti.

domenica 6 marzo 2011

Impollinazione Riuscita

L'impollinazione di qualche giorno fa sembrerebbe essere andata a buon fine. Per un po' il polline se ne è stato buono buono lì nella scanalatura dove si era incastrato. Adesso il però il pistillo si è rigonfiato chiudendo le sacche polliniche nel fiore, con un processo che ho più volte notato nelle phalaenopsis.
A breve dovrebbe dunque rattrappirsi il fiore e incominciare a gonfiarsi la capsula.

mercoledì 2 marzo 2011

Impollinazione Shunran

Quest'anno è fiorita nuovamente, la prima, e anche l'unica in realtà, del gruppo delle "giapponesi", la serie di orchidee, terrestri ed epifite, che mi sono giunte l'anno scorso.
Ha messo tre boccioli e se ne sono già aperti due, col solito strano profumo di pancetta affumicata vanigliata.
Così ho provveduto all'impollinazione. Con l'estremità arrotondata di un pennello ho provato a simulare l'ingresso di un insetto impollinatore, e infatti subito le due sacche polliniche si sono attaccate. Poi cambiando il fiore, al momento di sfilare il bastoncino, il polline si è incastrato perfettamente in una scanalatura posta in cima alla colonna del fiore.
Speriamo sia andato a buon fine e che non ci siano strategie di maturazione ritardata del polline che a volte le orchidee mettono in campo per migliorare le strategie riproduttive.
Vedremo nelle prossime settimane se si produrrà una capsula o meno.
Poi, la germinazione di questa orchidea terrestre che sembra piuttosto complicata sarà tutto un'altro discorso che, in caso, non mancheremo di documentare.

lunedì 22 marzo 2010

春欄 L'orchidea di primavera

Il tempismo è decisamente il suo forte. In giapponese il suo nome è 春欄 (shunran), che significa letteralmente "orchidea di primavera". L'altro ieri era il 21 marzo, primo giorno di primavera, e lei, brava brava, è fiorita. Cavoli, manco avesse il calendario in testa. Il nome scientifico, ad essere precisi, è Cymbidium Goeringii, altra storica orchidea dalla lunga tradizione e molto apprezzata in Giappone, Cina e Corea.
Ero indeciso se "presentarla al pubblico", in quanto anche con lei in realtà ho barato. Nel senso che anche questa pianta mi è arrivata fatta e finita e anzi con già il bocciolo. Fa parte di una partita di orchidee che mi sono state regalate e provengono direttamente dal Giappone. A farle compagnia c'erano una piccola Neofinetia Falcata un po' ingiallita, e tre Dendrochilum Wenzelii. Neofinetia e Dendrochilum sono apparse le più provate dal lungo viaggio, e nonostante l'accurato imballaggio sono arrivate un po' danneggiate. Il Cymbidium in particolare ha perso due dei tre boccioli che aveva e ha alcune delle lunghe foglie piegate e un po' ingiallite. Un bocciolo fortunatamente è sopravvissuto e finalmente ieri si è aperto. E' un fiore discreto, basso sul livello del terreno, e di colore verde pallido un po' come le foglie, ma ha un suo fascino particolare, come d'altronde tutte la orchidee.
Penso che lo lascerò in pace per un po' e poi potrei provare a fare un'autoimpollinazione e dar così vita a un nuovo ciclo di vasi e vasetti. O magari utilizzarne il polline per fare qualche incrocio con cymbidium commerciali.
Ah, dimenticavo, è profumata. Ha uno strano odore di pancetta affumicata durante il giorno che verso sera vira al vaniglia.