domenica 22 dicembre 2013

Sfiascamento Neofinetia Falcata


Un'altra immagine dell'album autunnale che adesso trovo il tempo di pubblicare. Si tratta di uno sfiascamento di Neofinetia Falcata il cui substrato stava diventando un po' stantio e che non avevo voglia, e soprattutto tempo, per trapiantare su un substrato fresco. Dato che le plantule erano già abbastanza svilupate ho quindi optato per uno sfiascamento.
Sono piante della semina dell'autunno 2011. Sempre con tutta calma le orchidee...


L'immagine sotto le mostra dopo la pulizia dalle radici dal substrato residuo con acqua tiepida. Dopo un ulteriore bagno in una blandissima soluzione con fertilizzante (1/4 della dose consigliata) e acqua di rubinetto, le piantine sono state messe su un substrato di sfagno fresco, e tenute all'esterno fino ai primi di dicembre quando l'ondata di freddo mi ha fatto optare per un ritiro. Ora si trovano in casa, a una temperatura di circa 19 gradi. Al momento paiono stare bene. Alcune delle più piccole e con radici meno sviluppate sono avvizzite. Quelle più formate sembrano invece godere di buona salute.

giovedì 19 dicembre 2013

Bacelli Neofinetia Tamakongo

Ed ecco qua i bacelli di Neofinetia Falcata Tamakongo pronti per essere colti e seminati. La Tamakongo è una varietà di Neofinetia Falcata molto popolare tra i collezionisti giapponesi. Mi è stata portata un paio di anni fa dal Sol Levante e nel 2013 ha fatto una bella fioritura. Anche le altre neotinetie della mia piccola collezione sono fiorite, così ho potuto fare un po' di impollinazioni incrociate. Come al solito finisce per mancarmi il rigore scientifico per cui non tengo nota delle varietà donatrici del polline.
In reltà ho anche la sensazione che non tutti i bacelli derivino da impollinazioni artificiali. Per esperienze pregresse tendo infatti a non affaticare eccessivamente la pianta per portare a maturazione troppi frutti e non mi pareva di averne incrociate così tante. Mi è ventuo quindi il sospetto che almeno uno dei bacelli sia frutto di un'impollinazione naturale. Effettivamente quest'estate in cortile ho avvistato qualche falena dalla lunga proboscide, naturale impollinatore delle neofinetie, le uniche con un becco sufficientemente lungo per arrivare a succhiare il nettare nel fondo del lungo rostro arquato che si diparte dall'odoroso fiore di questa piantina. Se fosse così la cosa sarebbe parecchio intrigante. Nei prossimi giorni aggiornamenti sulla semina.

martedì 17 dicembre 2013

Bacello Bletilla Striata Alba

Un po' in ritardo posto l'immagine di un bacello di bletilla striata pronto alla semina. La foto è stata scattata a fine ottobre quando, pur rimanendo il bacello verde e turgido come se ancora avesse margine di maturazione, le foglie andavano ingiallendo.
Si tratta di un incrocio tra la prima bletilla acquistata on-line da un rivenditore di Londra ancora qualche anno fa, e una bletilla striata varietà alba (con i fiori bianchi) presa ad Orchibo, la mostra scambio di orchidee di Bologna nel 2011 che ha donato il polline.
La semina è stata fatta su un substrato standard realizzato con un nuovo fertilizzante liquido che sta dando ottimi risultato come base per la semina e di cui parlerò prossimamente.

giovedì 31 ottobre 2013


Cavoli, era quasi un anno che non aggiornavo il blog. Non che cose da scrivere mancassero, ma come sempre la vita è fatta di priorità, e questo è stato un anno impegnativo.
Comunque, lo spunto per riprendere a postare vengono da una bella novità.
Nella foto, non nitidissima in realtà, ma il dettaglio è davvero minuto, c'è quello che ha tutta l'aria di essere un abbozzo di stelo floreale. E' su una delle phalaenopsis delle prime semine, una delle poche sopravvissute in realtà. Se fosse effettivamente quello che sembra e se arrivasse a compimento, si tratterebbe della prima fioritura da quando ho iniziato a coltivare orchidee da seme. Sono andato a sfogliare i post più vecchi e si parla di ormai 4 anni. Non male per una fioritura...
L'ho catalogata come Phal 1 anche se in tutto questo tempo ho perso la suddivisione delle varie semine. E' stata tenuta all'aperto tutta l'estate, in posizione molto luminosa ma mai con sole diretto. La cosa che la differenzia dalle altre, anche da quelle che hanno avuto sviluppo superiore, è la carnosità delle foglie, spesse e turgide. Probabilmente ha avuto modo di accumulare energia invece che utilizzarla nella fase vegetativa e questo ha scatenato la fase di fioritura. Che cosa abbia determinato questa differenza è da capire: genetica della pianta (non dimentichiamo che ogni esemplare è un ibrido) o condizioni di coltivazione. Al momento è sotto luce artificiale, 6500° Kelvin, nelle ora più buie della mattina e tardo pomeriggio.