domenica 6 marzo 2011

Impollinazione Riuscita

L'impollinazione di qualche giorno fa sembrerebbe essere andata a buon fine. Per un po' il polline se ne è stato buono buono lì nella scanalatura dove si era incastrato. Adesso il però il pistillo si è rigonfiato chiudendo le sacche polliniche nel fiore, con un processo che ho più volte notato nelle phalaenopsis.
A breve dovrebbe dunque rattrappirsi il fiore e incominciare a gonfiarsi la capsula.

mercoledì 2 marzo 2011

Impollinazione Shunran

Quest'anno è fiorita nuovamente, la prima, e anche l'unica in realtà, del gruppo delle "giapponesi", la serie di orchidee, terrestri ed epifite, che mi sono giunte l'anno scorso.
Ha messo tre boccioli e se ne sono già aperti due, col solito strano profumo di pancetta affumicata vanigliata.
Così ho provveduto all'impollinazione. Con l'estremità arrotondata di un pennello ho provato a simulare l'ingresso di un insetto impollinatore, e infatti subito le due sacche polliniche si sono attaccate. Poi cambiando il fiore, al momento di sfilare il bastoncino, il polline si è incastrato perfettamente in una scanalatura posta in cima alla colonna del fiore.
Speriamo sia andato a buon fine e che non ci siano strategie di maturazione ritardata del polline che a volte le orchidee mettono in campo per migliorare le strategie riproduttive.
Vedremo nelle prossime settimane se si produrrà una capsula o meno.
Poi, la germinazione di questa orchidea terrestre che sembra piuttosto complicata sarà tutto un'altro discorso che, in caso, non mancheremo di documentare.

giovedì 13 gennaio 2011

Orchidea a Segesta


In questo periodo niente di nuovo, ne' nelle vecchie fiasche, ne' nei trapianti. Non mi va di fare il solito blog di coltivazione come già ce ne sono, quindi non tedierò nessuno con progressi nelle crescita, ecc. E mi atterrò quindi a quello che è il tema del blog, ossia la propagazione asimbiotica delle orchidee.
Nell'attesa però che ci sia qualche novità in tema, posto una foto fatta nelle appena trascorse vacanze a cavallo di capodanno.
Si tratta di un'orchidea selvatica che faceva capolino a fianco di una sua sorella o parente stretta, sul terrapieno che fiancheggia la ripida via che collega il tempio con il teatro nell'area archeologica di Segesta, in Sicilia.
Il tempo era particolarmente mite, sebbene si trattasse dei primi di gennaio. Il che spiega la fioritura così sorprendentemente anticipata.

Le orchidee sono veramente dappertutto.

lunedì 4 ottobre 2010

Fallimento

Bisogna ammettere il fallimento quando ci si trova di fronte a alla realtà delle cose.
La speranza, si sa, è sempre l'ultima a morire, è vero, però poi a un certo punto anche la speranza soccombe.
E così oggi, preso il coraggio a due mani, mi sono disfatto di tutte le semine in attesa di germinazione. E in attesa lo erano da tanto. Le più vecchie da circa un anno e quattro mesi. Le più recenti da poco più di un anno. Anche considerando il possibile stato letargico in cui fossero entrati i semi, come tempi siamo ben fuori da quelli che sono considerati i tempi massimi per la germinazione.
In realtà più che di stato letargico dei semi credo si possa tranquillamente parlare di morte certa.
Non c'è stata alcuna germinazione nonostante i numerosi media e i metodi di semina utilizzati: Phytamax, Murashige and Skoog, OSP germination medium, OSP replate medium, substrato casalingo, a piena concentrazione, a concentrazione dimezzata, sterilizzazione in ipoclorito, sterilizzazione in acqua ossigenata, vasetti grandi, vasetti piccoli, a tenuta ermetica, con aerazione sterile.
Non è spuntato niente di niente. Se si escludono aluni puntini bianchi in vasetti di Phalaenopsis Cornu Cervi che però ormai, bloccati da mesi, ho il dubbio non fossero nemmeno protocormi. Perfino le muffe sono state pochissime. Ormai il protocollo di sterilizzazione con pentola a pressione pare collaudato.
Certo la cosa strana è che nessuna delle partite di semi abbia dato buon esito, ne' la cornu cervi, ne' le varie bletilla striata, ne' i dendrobium e le cattleya. Nonostante il fatto che provenissero quasi tutte da fonti diverse. La cosa che tutti i semi recuperati hanno in comune è che per nessuno di essi conoscevo ne' l'epoca di raccolta ne' il metodo di conservazione. Il che mi porta alla conclusione che è inutile perdere tempo e soldi con semi dei qualsi non si conosca la provenienza. E poi, per quel poco di esperienza maturata con le semine precedenti andate a buon fine, il metodo che da' migliori risultati è quello che parte da capsula chiusa.

Comunque i vasetti con i media non andranno buttati. Sono già stati riutilizzati per ripicchiettare un po' delle phalaenopsis delle semine precedenti. Un'altra cosa che ho capito è infatti che è meglio aspettare il più possibile a sfiascare le orchidee, e più sono grandi e forti in vitro, maggiori saranno le possibilità di sopravvivenza e più rapida la crescita fuori da esso. Ecco quindi che un po' degli ultimi vasetti di phalaenopsis rimasti sono andati divisi tra i vari medium delle semine fallite. Così, se proprio i semi hanno ancora qualcosa da dire, hanno ancora un po' di tempo per farlo mentre intanto il substrato da' da crescere ad altre piantine.

Non ci resterà che attendere le prossime fioriture, altra cosa in cui sembro avere delle difficoltà, per avere un po' di capsule da portare avanti.