mercoledì 10 febbraio 2016

Una nuova gita in Giappone

In realtà la gita è di poco meno di un anno fa, ma tra una cosa e l'altra trovo solo ora il tempo di pubblicare il post ad essa relativo.
La gita questa volta è stata fatta in aprile-maggio, in tempo per molte fioriture, prime tra tutte quelle di bletilla striata (shiran in lingua locale), che in giappone è comune come da noi i narcisi. Le si trovano un po' dappertutto: nelle aiuole, negli spazi verdi dei templi, nei vasi di fronte alle abitazioni, ai lati dei vialetti nei parchi.

Molte sono ovviamente piantate, ma avendo notato alcuni baccelli in formazione, e ben conoscendo la facilità di germinazione delle bletille, credo che molte siano nate spontaneamente.
Il colore predominante è il classico lilla, ma ce ne sono anche di rosa e qualche rara bianca.

Da una terza gita in Giappone ad agosto ho anche riportato un paio di capsule mature "rubate" da un'aiuola nello spartitraffico di una zona residenziale. I semi sono stati piantati e questo nuovo capitolo sta avendo un grande successo. Tempo permettendo sarà oggetto di un post nei prossimi giorni.
Una cosa interessante del Giappone sono i giardinetti privati, soprattutto delle zone residenziali delle periferie fatte di casette di due o massimo tre piani costruite tutte attaccate. Ai lati dell'ingresso i proprietari di casa allineano in bella mostra vasi, vasetti, fioriere, spesso senza nessuna protezione tanto, a quanto mi dicono, i furti o gli atti vandalici sono pressoché inesistenti. Sono delle verie e proprie esibizioni, si vede che c'è orgoglio nella coltivazione, e credo che sotto sotto ci siano anche delle sottaciute competizioni e invidie di vicinato.


A guardare con un po' di attenzione ci si trova di tutto. Molte le ortensie, apprezzate in tutta l'Asia, di ogni genere e tipo. Qualche pianta grassa, bulbose varie, peonie, agrumi, qualche conifera potata a mo' di bonsai e qualche bonsai vero e proprio. Si vedono anche diversi alberelli di ulivo, che sta diventando molto richiesti come piante da giardino.
Non mancano naturalmente le orchidee, le selvatiche e le autoctone in particolare, per le quali i giapponesi sembrano avere una vera passione.

Ci sono i Cymbidium Goeringi (Shun-ran in giapponese), altri tipi di Cymbidium di piccole dimensioni, Neofinetia Falcata (Fuki-ran) Sedirea Japonica (Nago-ran), e tutto il repertorio che si trova anche nelle pagine di questo blog. I più perspicaci avranno capito che "ran" in giapponese significa orchidea.
Un capitolo a parte meritano invece i Dendrobium Moniliforme (Sekkoku), varietà giapponese autoctona di denrobium.

Anche di queste ne ho trovato molte di fronte alle case e nei giardinetti, ma la cosa più sorprendente sono state le montature su alberi, proprio come avviene in natura essendo queste piante delle epifite tipiche della foresta pluviale temperata di ampie zone dell'arcipelago nipponico.

Le montature che si possono vedere nelle immagini non sono spontanee, d'altronde ci troviamo nella periferia di Osaka, la seconda megalopoli del paese. I piccoli dendrobium sono stati messi lì da qualcuno, legati accuratamente al tronco dopo avervi posizionato dello sfagno e probabilmente vengono annaffiati con una certa regolarità.

La foto sopra è stata scattata nel giardino dove una pasticceria tradizionale ha il suo plateatico.

Fortunatamente nessuno ha chiamato la polizia per controllare uno straniero sospetto che curiosava intorno ad abitazioni e negozi scattando foto.

domenica 5 luglio 2015

Palaenopsis 4.2


Ennesima novità del 2015. Ennesima phalaenopsis che fiorisce senza albero genealogico e che mi costringe a fare supposizioni un po' grossolane sulle sue origini. A giudicare dalla colorazione bianca direi che potrebbe trattarsi di una 4 o comunque di un ibrido che ha la 4 come uno dei due genitori anche se alcuni dei pollini usati per le fecondazioni erano stati "rubati" un po' a caso da phalaenopsis esposte in centri commerciali e garden center. Quindi in realtà questa attribuzione è del tutto aleatoria. Bianca è bianca. Rispetto alla palaenopsis 4.1 di cui ipotizzo sia parente, ha tenui sfumature violacee e i sepali inferiori puntinati. Petali e sepali sono arrotondati ed eleganti. Anche se come sempre finora, c'è stata un po' di delusione della speranza di avere una varietà insolita, questo nuovo fiore mi piace per equilibrio ed eleganze. Per questa estate mancano ancora due fioriture che sono in dirittura d'arrivo.

mercoledì 1 luglio 2015

Nuovo ibrido: 3.2


Nuova fioritura in questi giorni. Anche di questa phalaenopsis ho però perso il "pedegree" per cui non so chi ne siano i genitori. A giudicare dal solito motivo venato sui petali si direbbe che almeno uno dei due (se non addirittura entrambi) sia l'onnipresente phalaenopsis 3. Questa volta però è emersa una variante genetica legata alla forma e che non ricordo in nessuna delle orchidee che avevo ibridato. Petali e sepali infatti, invece della solita forma morbida e arrotondata, sono più affilati e appuntiti. I sepali appaiono più lunghi che nelle più comuni varietà di phalaenopsis da supermercato e quelli inferiori hanno un angolo più stretto che li mette maggiormente in risalto.
Devo dire che questa nuova forma, forse anche perché insolita, mi piace molto, e anche se la colorazione è piuttosto banale e scialba, credo che in futuro potrei decidere di incrociarla con qualche altra varietà con un motivo cromatico più interessante.

sabato 13 giugno 2015

(Fasciata X Red Ink) X Ibrido di Phalaenopsis 1

Era da un po' di tempo che non procedevo a qualche nuova impollinazione. Se devo dirla tutta il processo di semina è tanto laborioso, richiede grandi quantitativi di tempo in ciascuna delle fasi. In più il numero di piante prodotte è notevole per cui o acquisto una serra industriale e faccio di questo passatempo una professione, o limito l'attività riproduttiva delle orchidee. Ora che ho una procedura abbastanza consolidata ed efficace per produrre substrati e per riuscire a far germinare i semi di orchidee, vorrei quindi riservare le energie per quei casi che valgano la pena di essere incrociati per produrre ibridi interessanti o per essere moltiplicati.
Le prime fioriture, al di là della grande emozione iniziale, in termini di caratteristiche degli ibridi si sono rivelate delle piccole delusioni. Così ho aspettato ancora un po' prima di procedere e mi sono deciso solo quando ho finalmente avuto qualcosa di interessante per le mani. Il nuovo incrocio è avvenuto tra l'ibrido di phalaenopsis fasciata (incrociata con una Red Ink), coi suoi bei fiori carnosi e cerosi e il primo ibrido fiorito quest'anno, una phalaenopsis 1 bianca dai fiori morbidi e delicati.


L'impollinazione è avvenuta a incrocio, polline dell'una è andato a fecondare l'altra e viceversa.  Purtroppo solo un'impollinazione ha avuto successo, quello che come pianta ricevente aveva l'ibrido di phalaenopsis fasciata. L'altro fiore, pur avendo inizialmente dato accenni di rigonfiamento del baccello, alla fine è avvizzito ed è caduto, probabilmente poiché già vicino alla fine del suo ciclo di fioritura e ormai indebolito di per se'. La phalaenopsis fasciata ha dato invece prova di grande vigore e rapidità. La prima immagine all'inizio del post è stata scattata a una settimana dall'impollinazione e già si vede il baccello che va formandosi e che ha preso un bel colore verde brillante. Il confronto con il picciolo dell'altro fiore è evidente. Ad oggi, a una ventina di giorni dalla fecondazione, il baccello inizia ad essere già ben formato. La cosa bella della fasciata è che nonostante l'impollinazione il fiore non è appassito immediatamente ma si è mantenuto turgido e lucido per un po'. Solo in questi giorni incomincia a seccarsi un po'.
I timori adesso sono sulla tenuta della pianta madre che è abbastanza giovane e pur avendo un apparato radicale molto ben sviluppato non ha moltissime foglie e anzi è da un po' che non ne mette di nuove. Portare a maturazione una capsula può richiedere uno sforzo notevole alla pianta.
Altro dubbio è sui tempi di maturazione. Le phalaenopsis trattate finora avevano bisogno di 3-4 mesi per giungere a germinabilità dei semi. Data la rapidità dello sviluppo iniziale e il clima estivo i tempi potrebbero però essere più rapidi.